
Fuori orario come l’orologio del Bianconiglio. La notte è il rovescio della medaglia di 24 ore di vita, dove la lucidità non aiuta nell’assurdo scorrere del tempo. Un labirinto dove le coincidenze non vogliono essere casuali, ma succhiare ogni razionalità possibile. Donna maledetta e peccatrice e foriera di vizi per il povero Paul! Le relazioni reali mi vogliono uccidere, il mio è un viaggio inopportuno, non sono ospite anche se invitato. E ancora su e giù, di palazzo in palazzo, di scala in scala, di appartamento in appartamento, alla ricerca di una salvezza – o della Salvezza? L’uomo corre verso una redenzione di cui non vede la luce; la notte, la pioggia, l’assurdo lo bramano, lo avvolgono, senza un senso. Forse. Vorrei cadere, al ritmo di un ballo lento, ma il paradiso deve attendere. E attenderà, finché il cancello della vita non si spalancherà alla mia ovvia, consueta e serena esistenza normale.
E una camicia nuova.
1 commento:
Quello che appare potente ed opprimente è il senso di solitudine, che si diffonde, in maniera anche violenta, coll'avanzare della notte, ma è presente anche durante la "pienezza" e la velocità delle ore lavorative. I personaggi sono alla ricerca disperata di qualcuno a cui parlare, ma ciò che risulta è che non c'è un reale interesse alla comunicazione ed alla condivisione di esperienze. La metropoli è esaltante perchè ciò che vi può accadere è sconosciuto, molteplice ed ambiguo, tentatore e mostruoso.. bisogna vedere se alla fine l'"esperienza" è soddisfaciente per i naturali bisogni più umani..
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