06/09/07

ah, le piccole soddisfazioni della vita...

Stamattina ho avuto una piccola soddisfazione: ieri sera ho pubblicato un post sugli artisti che maggiormente mi hanno intrigato alla Biennale, che hanno espresso valori non banali ma complessi, attraverso linguaggi attenti e sintetici, minimali se vogliamo utilizzare un termine pericoloso.
Stamattina mi sono informato un po' su Sophie Whettnall sul web e, leggendo un articolo del New York Times - Michael Kimmelmann, That Unruly, Serendipitous Show in Venice, NYT, June 15, 2007 - trovo un giudizio di qualità simile al mio. Il critico chiosa il suo scritto sulla Biennale portando a esempio un'artista, proprio Whettnall: Come to think of it, maybe that’s the right metaphor for the state of art now. Non serve a niente, ma è confortante pensare che il proprio occhio non sia appannato o distorto davanti alla qualità - e questo detto in generale!

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